Numero 41, Settembre 2015

 


EDITORIALE

La soluzione alla crisi greca: e se fosse utile sia alla Grecia, sia all'euro?

In questi giorni che seguono l'accordo raggiunto tra la Grecia e i partner dell'Eurogruppo, e che hanno già visto sciogliersi positivamente alcuni nodi importanti (il sì del Parlamento greco alle riforme concordate, l'approvazione dei parlamenti nazionali più diffidenti - in primis Finlandia e Germania - , l'avvio degli aiuti ad Atene), le polemiche suscitate dal cambiamento di rotta del governo di Atene e dalle difficili trattative che ne sono seguite non sembrano volersi placare.

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Editoriali

La soluzione alla crisi greca: e se fosse utile sia alla Grecia, sia all'euro?

Europa

Abbiate il coraggio di osare!
di Andrea Apollonio

Perché è necessario rilanciare la difesa comune europea
di Laura Filippi

Più integrazione europea, la strada da percorreredi Romina Savioni

Brexit: l'Europa a due velocità è già una realtà
di Jacopo Provera

No a un’Unione europea dei muri, sì alla Federazione Europea
di Paolo Filippi

Economia

Rischi e opportunità del TTIP rispetto all’obiettivo della creazione della Federazione europea
di Davide Negri

Mondo

25 anni di Mercosur
di Stefano Spoltore

La minaccia dell'ISIS è ancora più grave di quel che sembra
di Giovanni Salpietro

 

Numero 39, Dicembre 2014

 


EDITORIALE

L'Europa al bivio

"Il successo dell'unione monetaria dipende in definitiva dal prendere atto che condividere una moneta unica è un'unione politica, e significa assumerne fino in fondo le conseguenze".
Il monito di Mario Draghi (La stabilità e la prosperità nell'Unione monetaria, Università di Helsinki, 27 novembre 2014), non potrebbe essere più esplicito. Gli Stati europei, con il Trattato di Maastricht, hanno deciso di condividere la sovranità monetaria. Si è trattato di una scelta precisa. Non è un caso che i paesi più euroscettici l'abbiano rifiutata. E ora gli Stati che condividono la moneta non possono ignorarne le conseguenze.

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Editoriale

L'Europa al bivio
Alternativaeuropea

Europa

Il No all'indipendenza scozzese: l'inizio di una rivoluzione britannica?
di Francesco Violi

Le conseguenze della crisi ucraina sulle strategie economiche della Russia
di Giovanni Salpietro

La questione dell’immigrazione: Europa ed euroscettici a confronto
di Paolo Filippi

L'Ucraina tra est e ovest
di di Stefano Spoltore

Mondo

Le fatiche del gigante americano
di Romina Savioni

Politica e società

Nuove generazioni europee
di Andrea Apollonio

 

Numero 40, Marzo 2015

 

 


 

Europa

L'Analytical Note di Juncker e il problema della riforma istituzionale dell'Eurozona
di Nelson Belloni

Perché il Quantitave Easing della BCE è debole senza l'unione fiscale
di Francesco Pericu

Il piano Juncker e la crescita in Europa
di Giovanni Salpietro

Tsipras-Varoufakis: tra promesse non mantenibili e vie di fuga
di Francesco Violi

Politica e società

Charlie Hebdo: una storia di tre violenze
di Andrea Apollonio

 

Numero 38, Marzo 2014

 


EDITORIALE

La posta in gioco

Il 25 maggio i cittadini europei saranno chiamati, per l’ottava volta, ad eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo. Dalla prima elezione diretta del 1979, salutata da Willy Brandt come la nascita dell'Assemblea costituente permanente dell'Europa, e dal premio Nobel Andrej Sacharov come il trampolino di lancio della democrazia sovranazionale, il Parlamento europeo ha fatto molta strada e acquisito molti poteri.

Come cerchiamo di spiegare in questo numero (quasi interamente dedicato ad illustrare il significato e il valore del voto europeo, insieme alla storia e alle prerogative di questa assemblea sovranazionale, nonché alle sfide che la prossima legislatura dovrà affrontare) l’appuntamento delle elezioni europee non deve essere scambiato per un test di politica nazionale, né per un’occasione di protesta casuale, ma deve accompagnarsi alla presa di coscienza del bivio di fronte cui ci troviamo, in quanto cittadini europei. O riusciremo, già a partire da questo cruciale 2014, a creare gli strumenti istituzionali e politici per trasformare l’unione monetaria in una vera unione economica e politica, e quindi per costruire gli Stati Uniti d’Europa con i paesi dell’eurozona; oppure l’Europa intera, a partire dagli Stati più deboli come il nostro, non riuscirà ad uscire dalla crisi.

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Editoriale

La posta in gioco
Alternativaeuropea

Europa

Verso l'unione politica dell'Eurozona
di Nelson Belloni

Perché SI alla federazione europea - Perché NO all'euroscetticismo
di Paolo Filippi

Integrazione europea: meglio retrocedere o andare avanti?
di Romina Savioni

I poteri del Parlamento europeo
di Giovanni Salpietro

Il Parlamento europeo e l'Unione bancaria
di Giovanni Salpietro

Il re è nudo! L'Europa ha bisogno di una vera politica estera e di difesa comune.
di Davide Negri

L’Ucraina e l’Unione Europea / 2
di Stefano Spoltore

 

Numero 37, Dicembre 2013

 


EDITORIALE

Il Consiglio di dicembre e il cammino verso le quattro unioni 

Come valutare i risultati del Consiglio del 19-20 dicembre scorso in merito all’unione bancaria? Troppo poco e troppo diluito nel tempo quanto è stato deciso di avviare in una fase ancora così rischiosa per l’eurozona nel suo insieme e soprattutto in cui la possibilità della ripresa degli Stati più fragili e indebitati non è ancora affatto garantita? Oppure una svolta, che apre ad un nuovo slancio in direzione dell’integrazione sempre più stretta e profonda dei paesi euro? Molti commentatori hanno infatti voluto definire “storiche” le decisioni prese, perché al di là delle farraginosità del processo decisionale impostato con il Single Resolution Board e della lentezza della transizione prevista per la messa a regime del nuovo fondo europeo – tutti elementi che potranno comunque essere migliorati nel corso delle trattative ancora aperte, in particolare con il Parlamento europeo – il punto di svolta è costituito dall’affermazione del principio della mutualizzazione dei rischi che di fatto viene sancita con la nascita del nuovo meccanismo per l’eventuale salvataggio delle banche.

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Editoriale

Il Consiglio di dicembre e il cammino verso le quattro unioni
Alternativaeuropea

Europa

L’Ucraina e l’Unione Europea
di Stefano Spoltore

Quali possibilità per una nuova politica europea di difesa?
di Giovanni Salpietro

Politica

Web e democrazia: un'arma a doppio taglio
di Nelson Belloni

Commenti

Il Transatlantic Trade & Investment Partnership, una nuova sfida per l'Europa
di Francesco Violi

 

Numero 35, Febbraio 2013

 


EDITORIALE

Per sostenere la crescita a livello europeo: boicottare l’accordo sul bilancio dell’UE o battersi per un bilancio aggiuntivo dell’eurozona?

Il Consiglio europeo del 7-8 febbraio, conclusosi con un criticatissimo accordo al ribasso sul prossimo bilancio dell’Unione europea, dovrebbe spingere, ancora una volta, ad una riflessione seria e responsabile sul futuro dell’Europa; e non diventare il pretesto per battaglie puramente emotive che, in una fase così delicata, rischiamo di essere fuorvianti e addirittura sbagliate.

E’ evidente infatti che il Consiglio ha raggiunto un pessimo compromesso sul quadro finanziario pluriennale che entrerà in vigore dal 2014; un compromesso che mette ancor più in risalto l’incapacità di questa Unione europea di dare risposte ai problemi drammatici della recessione economica e della disoccupazione. Ma non si risolve il problema erigendo barricate per contrapporre l’operato antidemocratico del Consiglio europeo a quello “legittimato dai cittadini” rappresentato dal Parlamento europeo. Il punto infatti non è cercare di migliorare il quadro finanziario a Ventisette. Piuttosto è quello di prendere finalmente atto del fatto che il vero problema che l’UE deve affrontare, al più presto, è quello di separare istituzionalmente il quadro del mercato unico a Venitsette – con la sua logica inevitabilmente intergovernativa, appena sfumata dal cosiddetto metodo comunitario – dal quadro dell’Unione monetaria, in cui deve poter iniziare a funzionare la logica federale di un potere sovranazionale autonomo, di un bilancio adeguato dotato di risorse proprie per promuovere la crescita e lo sviluppo, di una ripartizione dei poteri e delle competenze che corrisponda al trasferimento di sovranità dagli Stati all’Europa.

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Editoriale

Per sostenere la crescita a livello europeo: boicottare l’accordo sul bilancio dell’UE o battersi per un bilancio aggiuntivo dell’eurozona?
Alternativaeuropea

Europa

Il rapporto Gallois e i limiti della politica industriale francese
di Nelson Belloni

Un budget per l'Eurozona
di Giulia Spiaggi

Italia

La priorità europea nella crisi italiana
di Mario ALbertini

Come l'Europa vede le elezioni italiane...
di Maria Vittoria Lochi

Politica

Il ruolo dei federalisti e la coscienza rivoluzionaria
di Miriam Postiglione

Commenti

Il fallimento della fusione BAE-EADS
di Francesco Violi

Recensioni

La democrazia in Europa di Mario Monti e Sylvie Goulard (Ed. Feltrinelli, 2012)
di Davide Negri

 

Numero 36, Luglio 2013

 


EDITORIALE

Verso l'unione politica dell'eurozona?

"… La zona euro deve integrarsi sempre di più e strutturarsi democraticamente. È chiaro che la zona euro deve avanzare più rapidamente. Questo avrà due conseguenze. La prima conseguenza è che ci dovranno essere delle entrate per un bilancio, per una capacità di bilancio per la zona euro. Con la cancelliera Merkel abbiamo convenuto, e la cancelliera lo ha già annunciato ieri al Bundestag, di istituire un fondo per la zona euro alimentato da sue entrate. Spetterà poi evidentemente alla zona euro decidere come impiegare questo fondo. Tutto ciò evidentemente implicherà una revisione dei Trattati, sulla base del chiarimento che la costruzione europea non potrà basarsi sul quadro a Ventotto. La zona euro, con dei mezzi supplementari ed un sistema decisionale diverso, è l’avvenire della costruzione europea. Questo non vuol dire escludere altri paesi che manterranno la vocazione ad aderire all’euro, ma avere coscienza del fatto che bisogna innanzitutto concretizzare l’integrazione solidale tra chi l’ha già adottato …”

Queste parole sono state pronunciate dal presidente francese Hollande nel corso della conferenza stampa tenuta a Bruxelles al termine del Consiglio del 28 giugno.

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Editoriale

Verso l'unione politica dell'eurozona?
Alternativaeuropea

Europa

Perché è così necessaria l’unione bancaria europea, ma è così difficile farla
di Anna Costa

E' rinato il motore franco-tedesco?
di Nelson Belloni

Mondo

SOS Mercosur
di Davide Negri

Politica

I movimenti sociali e la crisi dell’impegno politico in Europa
di Claudio Filippi

 

Numero 34, Novembre 2012

 


EDITORIALE

Per fermare la crisi: Federazione europea subito!

Settembre è stato un mese denso di avvenimenti per l’Europa, a partire dalle decisioni assunte dalla BCE di intervenire sul mercato secondario delle obbligazioni in misura illimitata (seppur condizionata alla sottoscrizione di impegni ad hoc da parte dei governi che chiederanno un aiuto in collegamento con il Meccanismo europeo di stabilità); e proseguendo con la sentenza della Corte costituzionale tedesca del 12 settembre, che, sbloccando la ratifica da parte della Germania dei trattati sul fiscal compact e sul MES, ha così rafforzato e reso credibile il passo compiuto dalla Banca centrale europea.

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Editoriale

Per fermare la crisi: Federazione europea subito!
Alternativaeuropea

Mondo

Crisi dell'eurozona. Gli effetti per i BRICS
di Nelson Belloni

La crisi siriana e l'impotenza europea
di Giovanni Salpietro

Cattivi esempi
di Stefano Spoltore

Italia

L'Eurolega nord: la svolta di Maroni per un neo-europeismo o un neo-eoroscetticismo?
di Francesco Cafarelli

Politica

Unione politica ed europeizzazione della politica
di Miriam Postiglione

 

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